Guarda

Lo duca mio, dicendo “Guarda, guarda!”
mi trasse a sé del loco dov’io stava.
(Inferno, canto 21)

Tutto è cominciato con un tweet.
Ho postato una citazione di Rilke, accompagnata dalla foto di un murales dell’artista polacca Natalia Rak. Così:

Se il suo giorno le sembra povero non lo accusi; accusi sé, dica che non è così poeta da vederne le ricchezze.” R. M. Rilke, Lettere a un giovane poeta
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foolsjournals.wordpress.com/…/il-murales-di-natalia-rak-colora-la-polonia/

Ne è seguita una catena di altre immagini, twittate da altre persone (a me sconosciute). Alcune eccole qua:

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Quello che hanno in comune questi murales non è solo il gesto di un uomo che annaffia, ma l’interazione tra questa finzione artistica e la presenza reale di un oggetto da annaffiare o da cui prendere l’acqua: un albero tra le case, piantine cresciute tra le crepe di un muro, una conduttura di scolo.
La condivisione di queste foto è stata un’occasione semplice per ricordare il posto dell’arte nel mondo, anche grazie a disegni che stanno per strada e non nei musei.

In ogni caso, i veri capolavori degli artisti e scrittori – quelli che custodiamo gelosamente e giustamente nei musei o nelle biblioteche – abitano nella realtà e la annaffiano. Sono forme di fecondità del visibile e non pura astrazione.
Leopardi ha intinto la sua penna nella terra di quell’ermo colle, nella siepe e nel volto candido della luna. Van Gogh ha intinto il suo pennello nei cipressi e nei girasoli. Michelangelo si è sporcato di duro marmo, tirandone fuori la delicatezza dolorosa che ha la sua Madonna nella Pietà.
E la tanto sbandierata necessità di cultura è proprio questa coltura del mondo, che esce annaffiato e florido dopo essere passato dalle mani, dalle parole e dai pensieri degli artisti.
Alla fine, Shakespeare ha sempre ragione. “Ci son più cose in cielo e in terra, Orazio, che non sogni la tua filosofia” (da Amleto).
Alla fine – sia lecito far dialogare il genio con l’uomo comune – ha ragione il mio sconosciuto amico di Twitter, che ha commentato la nostra sfilza di immagini condivise scrivendo: – Forse alcune le ho anche viste camminando per strada. Ma vedi com’è la vita, occorre sempre qualcuno che ti dica ‘Guarda!’ –

One thought on “Guarda

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