1 Maggio – all’opera

“Il giardino davanti a casa era il suo lavoro.
Lei faceva di quel piccolo spazio un’ampiezza che non aveva eguali in paese”.

Wendell Berry

Farmer

Foto di Ady Fadzhery

 

È duro tornare dopo il riposo del Sabato
al lavoro di una vita nei campi, eppure siamo lieti
tornando, meno oppressi perché benedetti

dalla visione dell’opera dell’umano sudore:
un’armonia di foreste e filari,
il mondo come ci fu donato da un puro gesto d’amore,
quel mondo dall’amore e nel lavoro amorevole svelato

nel modo in cui lo vedono i nostri figli e il Creatore.
In quell’armonia risanata si fa uso del mondo
senza distruggerlo, dare e ricevere
sono tutt’uno, un raccolto benedetto da un dono

senza abuso che nutre e protegge. Così giorno lavorativo
e Sabato possono abitare in uno stesso luogo.
Pur mortale e incompleta, quell’armonia
è l’unica nostra via di pace.

Wendell Berry, Versi del Sabato
(traduzione di Annalisa Teggi)

One thought on “1 Maggio – all’opera

  1. “La civiltà tecnica è la conquista dello spazio da parte dell’uomo. E’ un trionfo al quale spesso si perviene sacrificando un elemento essenziale dell’esistenza, cioè il tempo. Nella civiltà tecnica, noi consumiamo il tempo per guadagnare lo spazio.”
    “Il nostro compito è imparare a comprendere che il tempo non esiste in funzione dello spazio, ma che lo spazio esiste in funzione del tempo. (…) È nella dimensione del tempo che l’uomo incontra Dio e diventa cosciente che ogni istante è un atto di creazione. (…) Esistere, infatti, non significa essere nel mondo, senza speranza, buttati lì passivamente. Esistere significa assistere insieme col mondo allo svolgersi del tempo, significa essere testimoni della creazione del mondo. (…) Nella corrente principale della tradizione ebraica, del resto, la presenza di Dio nel mondo non è pensata come un fatto statico e permanentemente ancorato allo spazio, la Sua presenza non è una cosa dello spazio, ma la continuità stessa per cui noi siamo. Egli non è soltanto di fronte a noi, ma è il nostro stesso essere come continuo essere creato.”
    “L’opposto dell’eternità è la diffusione, non il tempo. L’eternità non comincia quando il tempo finisce. Il tempo è l’eternità che si infrange nello spazio come un raggio di luce si riflette sullo specchio dell’acqua. (…) I momenti del tempo sono raggi dell’eternità. Il tempo è la luce dell’eternità che si rifrange nello spazio; come un raggio di luce che devia dal suo percorso nel passare dall’aria all’acqua. Di solito, è nel bagliore di un momento luminoso, di un momento non intaccato dalla nostra bramosia per le cose dello spazio, che sentiamo infrangersi nella nostra vita la luce eterna.”
    Abraham Joshua Heschel
    Il Sabato
    Garzanti

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