Alluvioni ed esondazioni. Il maltempo e il nostro tempo.

maltempo

Nel 1952, a un anno di distanza dall’alluvione nel Polesine, Dino Buzzati scrisse un articolo sul Corriere della sera che è attuale, pensando a chi in queste ore vive un grande dramma.

«Eppure a rimanere qui in città coi piedi asciutti, la casa riscaldata e la minestra in tavola ci sembrava un tradimento.  Ma laggiù a che potevamo servire?

Questo per dire come in circostanze simili il sentimento – pur nobilissimo – prenda spesso il sopravvento sul cervello. E come sia relativamente facile abbandonarsi all’onda della bontà collettiva, nell’eccitazione del momento, ma sia invece difficile durare, che è la cosa più importante. Perché non essere sinceri? Di fronte a una disgrazia noi siamo dispostissimi a commuoverci e a fare anche un sacrificio; purché, compiuto il sacrificio e versate le lacrime del caso, noi possiamo tornare ai fatti nostri. […]. Fatto il proprio dovere verso la sventura altrui, l’uomo si sente come alleggerito, e in cuor suo ci fa un bel frego sopra.  Tutto questo è umano, umanissimo. Siamo fatti così e sarebbe ipocrisia stupida negarlo. Non solo, tanta capacità di dimenticare è salvezza, la vita se no si fermerebbe e non faremmo che piagnucolare tutto l’anno.

Però ogni tanto capitano disgrazie lunghe che non si esauriscono in una frazione di secondo. Accadono delle afflizioni che colpiscono vaste contrade e per smaltirle occorre un’immensa quantità di tempo. Certo, sono straordinariamente incomode, queste disgrazie. Perché allora non basta gettarsi contro la calamità a capofitto, con l’impeto di un assalto alla baionetta. Bisogna invece tener duro e aspettare, e non lasciarsi buttar giù dalla stanchezza, con l’ostinazione di una guerra di trincea. Sì, sono maledettamente incomodi, tali accidenti, inadatti alla nostra debole e instabile natura. Qui tuttavia si misura la tempra degli uomini, se sono soltanto dei temperamenti passionali e sensitivi, pronti a scaldarsi e altrettanto veloci a raffreddarsi o se meritano veramente il nome di uomo. Qui si vede se un popolo, una città, una famiglia ha in sé una vera forza morale o invece è vuoto di dentro».

http://www.youreporter.it/video_ESCLUSIVA_Serra_Ricco_torrente_travolge_auto_un_disperso

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