Ipse dixit #4 – Platone e piattini

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Foto di Daniel Y. Go

 

«È una teoria sbagliata e pericolosa quella che afferma che il poeta è necessariamente una persona fuori di testa. L’uomo provvisto di immaginazione non può in nessun modo essere fuori di testa, perché percepisce il senso delle cose vicine e lontane con la stessa chiarezza. Nel più sublime dei sensi, un poeta non può ragionevolmente dimenticare la sua tazza di thé solo perché sta riflettendo su Platone. Se non comprende una tazza di thé che ha sotto gli occhi, come potrà capire un Platone che non ha mai visto?»
(G. K. Chesterton su Sherlock Holmes)

Auguri signor GKC!

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Foto di Victor Bezrukov

Quasi fosse un copione studiato a tavolino, stamattina la radiosveglia mi ha tolto dal mondo dei sogni con questo ritornello:

…strada facendo troverai anche tu un gancio in mezzo al Cielo

e allora, al posto del solito sbadiglio, mi sono fatta una bella risata, perché immediatamente quelle parole mi hanno ricordato che oggi è il compleanno del signor Gilbert Chesterton. E mi pareva proprio che con quel ritornello fosse lui, da burlone qual è, a darmi il buongiorno.

A dire il vero, da quando lo conosco, ogni giorno è un buongiorno, anche quando sono incavolata nera o profondamente triste o svogliatamente depressa. Qualsiasi opzione umorale deve fare i conti con il buongiorno, per il semplice e tremendissimo fatto che il giorno c’è. Il regalo prezioso che Chesterton fa a tutti quelli che s’imbattono in lui è proprio questo. Tutto è meraviglioso se paragonato al nulla.

Allora, è vero che oggi gli facciamo gli auguri perché il 29 maggio del 1874 nacque, ma gli diciamo anche grazie perché lui ci ha fatto e ci fa nascere; è grazie a lui se siamo meno distratti sulla presenza meravigliosa (e anche enigmatica) di tutto l’esistente, perché i suoi occhi e le sue parola ci aiutano a ripetere quell’esperienza gigantesca che è il “venire alla luce“. Nascere tutti i giorni si può, si deve. Strada facendo troverai che ogni occasione o incidente o sorpresa è un gancio, un amo che ti strappa dall’indolenza e dai rimuginamenti, e ti spinge a scoprire un po’ di più di che pasta è fatta la tua persona dentro l’abbraccio del mondo.

Allora, tanti cari auguri signor GKC.

«Voglio dirvi qualcosa che è la cosa più difficile da esprimere a parole, qualcosa che è più privato della vita privata. È il fatto che siamo vivi, e che la vita è la cosa di gran lunga più stupefacente di qualsiasi gioia o sofferenza può capitarci durante la vita. Cos’è davvero successo negli ultimi sette giorni e notti? Per sette volte ci siamo dissolti nel buio, come quando ci dissolveremo nella polvere; il nostro stesso essere, per quanto ne sappiamo, è stato spazzato via dal mondo delle cose viventi, e per sette volte ci siamo risvegliati vivi come Lazzaro, ritrovando tutte le nostre membra e i sensi inalterati, allo spuntar del giorno. Il semplice fatto del sonno è quasi il perfetto esempio di ciò a cui mi riferisco. È qualcosa di gran lunga più sensazionale di tutti i fatti e le bugie che leggiamo sui giornali. Se volete sapere le ultime novità, vi dico che l’ultima novità è che sono morto la scorsa notte e che questa mattina sono miracolosamente rinato, per vostra non piccola sfortuna; perché temo che se senz’altro il mio ritorno dai morti è una notizia, non è affatto detto che sia una buona notizia. Ciò che intende ricordarci questo susseguirsi di settimane, date, Domeniche e Sabati è proprio l’enorme importanza della vita quotidiana, per come ogni individuo la vive; dal momento che ciò è legato alla morte e al giorno e a tutta la misteriosa truppa che è l’Umanità».

G. K Chesterton (1934)

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Ipse dixit #1 – Reality kills Ego-Star

 

“Voglio ancora una volta ripeterle il mio solito consiglio e augurio di sempre: non si rinchiuda nel mondo esclusivo del Suo io, si affidi alla natura, si apra al mondo esteriore e alle sollecitazioni che Le giungono dall’esterno, almeno in qualche misura. La vita esteriore, la vita reale fa straordinariamente evolvere la nostra natura umana ed è proprio quella che ci offre il materiale per vivere”.

(F. Dostoevskij, Lettera a Nadeza Prokof’evna Suslova, Pietroburgo, 19 aprile 1865 – da Lettere sulla creatività)

 

P. P. Pasolini – Cosa sono le nuvole? (1967)

Esserci

Tu infatti ami tutte le cose che esistono e non provi disgusto per nessuna delle cose che hai creato; se avessi odiato qualcosa, non l’avresti neppure formata. Come potrebbe sussistere una cosa, se tu non l’avessi voluta? Potrebbe conservarsi ciò che da te non fu chiamato all’esistenza?

Dal Libro della Sapienza (11,22-12,2)

Questo blog comincia da qui, dall’ipotesi che è ci amico chiunque in mezzo al cammin di nostra vita ci riporta a questo dato inconfutabile: ci siamo. In mezzo al cammino, in mezzo al casino; in mezzo al tempesta, in mezzo alla festa. Ci siamo.

Richard Tuschman - Young Adult

Richard Tuschman – Young Adult

http://richardtuschman.com/