Cronache dell’ombrellone #4 – Il risveglio muscolare 

Quando parte Occidentali’s Karma è la fine. La ragazza dell’animazione arriva sulla battigia con una mega cassa, innesca Gabbani a manetta e frotte di signore si radunano.

Non so se le stimo o le compatisco. Fare ginnastica sotto il sole di Caronte non è la mia ambizione. Mettersi in pose strane con bikini succinti e Despacito in sottofondo può generare spettacoli vietati ai minori.

In ogni caso lo spettacolo per me, da sotto l’ombrellone, è amplificato dalla presenza del Sandro Ciotti del fitness. Mia madre, insegnante di ginnastica in pensione, commenta tutto: “Hai visto come è flessibile la signora grassa rispetto a quella secca secca? Essere magri non vuol dire niente.” “Ah, no! Io questo esercizio non lo farei mai fare, è dannosissimo per la schiena “. “Sarebbe meglio mettersi in acqua a fare motricità per le signore che hanno le gambe così malridotte “. Eccetera eccetera.

Guarda, cara mamma, non te lo vorrei dire, ma io sono old school. So di deludere le tue aspettative ginniche e so di non potermelo permettere con tre bambini da accudire, però il mio sogno è: ombrellone, sdraio, settimana enigmistica,  zzzzzzzzzzz. 

Cronache dell’ombrellone #3 – Le feroci Erinni 

La grazia si addice al femminile, la forza al maschile. Ma ci sono casi in cui l’irruenza si addice alle femmine e la resa ai maschi.

Ricordo sempre con tenerezza i brividi di Virgilio e Dante davanti alla porta di Dite quando arrivano le Erinni. Immobili e spaventati a morte.

Stamattina Martino aveva raccolto con pazienza (cosa atipica per lui) “conchiglie straordinarie” nel secchiello e le osservava estasiato sulla battigia, le coccolava e parlava con loro. Finché è arrivata Gaia l’Indifferente.

Da che siamo arrivati (10 giorni fa) non l’ho mai vista ferma. Sguazzava in acqua sollevando uno tsunami di schizzi, suo nonno rassegnato. Poi ha cominciato a ballare fino ad arrivare al secchiello di Martino, lo ha osservato, gli ha dato un calcio rovesciando tutto, ha pestato le conchiglie ed è andata via. Al lamento di Martino: “Perché l’hai fatto?”, lei senza girarsi ha urlato: “Booooh!”. 

Sabato è capitato di peggio con Rachele la Distruttrice. Michele e il suo amico Matteo avevano costruito un castello di sabbia, un progetto ambizioso… canali… ponti… decorazioni. Un’opera in grande che li ha resi fieri e felici. Dal nulla si è materializzata la furia: con una rincorsa pazzesca Rachele, non più di 5 anni, è arrivata e ha distrutto tutto, con le mani con i piedi col sedere. Rideva come una matta, e se n’è andata. Da lontano i suoi genitori, immobili, ridevano dell’impresa della loro bambina. 

Michele e Matteo, tali e quali a Dante e Virgilio, sono rimasti muti e imbambolati. Solo dopo molti minuti, Michele ha sussurrato: “Ahhh, le femmine”.

Cronache dell’ombrellone #2 – Le paparazze 

Mamma, vieni! Ci sono le paparazze!” mi grida nell’orecchio Martino.

Avevo gli occhi socchiusi, sdraiata sotto l’ombrellone, e mi è venuto da pensare che se c’è chi si vuol far chiamare ministra e sindaca, forse anche certe fotografe d’assalto possono avere la mania femminista per le desinenze.

E invece erano le pavarazze (… vongole) che nonna Gina, nostra mitica vicina di lettino, stava raccogliendo in mare. 

“Ma poi si possono mangiare sul serio?” le chiedo. E come no! Gina è bionda, abbronzata e piena di energia. Ha due nipotini da accudire, oltre al vero “bambino” – dice lei, indicando il marito che sonnecchia sul lettino.

Insomma mi erudisce sulle pavarazze. “Devi raccogliere quelle che sono un po’ sotto la sabbia… riconosci quelle buone perché stanno capovolte”.

Saranno creature amanti del paradosso, penso. Simpatiche. Un po’ paradossali sembriamo anche io e la Gina, tutte piegate a cercare vongole nell’acqua bassa; due tacchinelle che beccano sembriamo, mentre attorno il passeggio sulla battigia è una gara al costume più sgambato, al seno più sodo, all’abbronzatura più dorata. 

Niente IPhone con le cuffie, io e la Gina parliamo. E mi perdo nel suo mondo di un tempo, quando lei era piccola ma doveva già accudire 6 fratelli più piccoli di lei.